La moda del sushi e della cucina giapponese

Anche in Italia è arrivata la mania della cucina giapponese; fioriscono così centinaia di ristoranti di sushi, spesso rinnovamenti di vecchi ristoranti cinesi che in questo modo riescono ad ottenere guadagni decisamente maggiori e una sorta di 'aura' di ristorante di lusso.
Dobbiamo però mantenere un occhio critico e considerare che mentre nella cucina cinese i piatti vengono cotti e in un certo senso subiscono un ulteriore trattamento 'igienico' tra la dispensa e la portata che viene servita, la cucina giapponese prevede una serie di piatti a crudo (sushi e sashimi in primis) e il livello di qualità dei prodotti e dello stoccaggio degli stessi deve essere assolutamente eccellente per non incorrere in possibili problemi di salute.
L'elevato costo medio della cucina giapponese è infatti giustificato dalla qualità e dallo speciale trattamento che deve subire il pesce prima di essere servito. Il pesce infatti deve essere abbattuto, cioè deve subire un passaggio a bassissime temperature (-20° per 24 ore) in un congelatore speciale per poter uccidere eventuali parassiti pericolosi per l'uomo, come l'Anisakis, che può provocare gravi patologie e richiedere l'intervento chirurgico.
Ma non lasciamoci intimorire da questo problema, l'importante è essere coscienti (del resto, il rischio esiste anche nella cucina italiana, considerando che l'Anisakis non muore con il limone o l'aceto, quindi sono soggetti a questo problema anche le alici marinate, ad esempio) e conoscendo il rischio saremo anche più in grado di valutare come comportarci.
/>E' possibile anche cucinarsi sushi e sashimi in casa dato che già alcune catene di supermercati hanno messo in vendita blocchetti di pesce già abbattuto adatto al consumo crudo, per carpaccio o sushi (incoop – salmone e tonno in confezioni da due etti circa). In particolare per cucinare il vostro primo sushi avrete bisogno di: riso a chicco tondo non parboiled, alga nori, aceto di riso e zucchero o miscela già pronta per riso giapponese, pesce abbattuto, una tovaglietta di bambu per arrotolare i maki (rotolini di riso), pasta spalmabile wasabi, salsa di soia, verdure a piacere (cetriolo, avocado, zucca giapponese), salse o formaggi a piacere (maionese o philadelphia, ad esempio).
Ricordiamoci inoltre che la cucina giapponese è molto variegata e non possiamo ridurla solo al sushi: basti pensare alle mille varietà di Ramen (una sorta di zuppa con spaghetti, uova, carne, verdure e chi più ne ha più ne metta) o ai leggendari Okonomiyaki (vi ricordate le frittatone che cucinava Marrabbio in Kiss Me Licia?), alla tempura leggera e croccante, alla frittata tamagoyaki o ai ravioli al vapore...
L'elevato costo medio della cucina giapponese è infatti giustificato dalla qualità e dallo speciale trattamento che deve subire il pesce prima di essere servito. Il pesce infatti deve essere abbattuto, cioè deve subire un passaggio a bassissime temperature (-20° per 24 ore) in un congelatore speciale per poter uccidere eventuali parassiti pericolosi per l'uomo, come l'Anisakis, che può provocare gravi patologie e richiedere l'intervento chirurgico.
Ma non lasciamoci intimorire da questo problema, l'importante è essere coscienti (del resto, il rischio esiste anche nella cucina italiana, considerando che l'Anisakis non muore con il limone o l'aceto, quindi sono soggetti a questo problema anche le alici marinate, ad esempio) e conoscendo il rischio saremo anche più in grado di valutare come comportarci.
/>E' possibile anche cucinarsi sushi e sashimi in casa dato che già alcune catene di supermercati hanno messo in vendita blocchetti di pesce già abbattuto adatto al consumo crudo, per carpaccio o sushi (incoop – salmone e tonno in confezioni da due etti circa). In particolare per cucinare il vostro primo sushi avrete bisogno di: riso a chicco tondo non parboiled, alga nori, aceto di riso e zucchero o miscela già pronta per riso giapponese, pesce abbattuto, una tovaglietta di bambu per arrotolare i maki (rotolini di riso), pasta spalmabile wasabi, salsa di soia, verdure a piacere (cetriolo, avocado, zucca giapponese), salse o formaggi a piacere (maionese o philadelphia, ad esempio).
Ricordiamoci inoltre che la cucina giapponese è molto variegata e non possiamo ridurla solo al sushi: basti pensare alle mille varietà di Ramen (una sorta di zuppa con spaghetti, uova, carne, verdure e chi più ne ha più ne metta) o ai leggendari Okonomiyaki (vi ricordate le frittatone che cucinava Marrabbio in Kiss Me Licia?), alla tempura leggera e croccante, alla frittata tamagoyaki o ai ravioli al vapore...